mercoledì 11 maggio 2011

Un sacco di soldi per far sparire il cane nell'acido. L'incubo delle perreras spagnole si abbatte sull'Europa

Bruciano vivi i cani o semplicemente li fanno sparire. L'incubo dellePerreras spagnole (canili lager) si sta abbattendo su tutta Europa. Stufo del tuo cane? Paga e ci pensiamo noi. Peccato che i cani finiscono in forni a legna o nell'acido. Solo a qualche piccolo di razza è concessa la grazia per essere venduto a prezzi esorbitanti. Il modello si espande, scatenando lo sgomento delle associazioni animaliste. Ma anche in Italia le notizie non sono felici. Un cucciolo abbandonato è stato lasciato bruciare tra le fiamme a Lecce e a Milano è stato arrestato un gruppo di nove persone che strappava i cagnolini alle madri, li stipava in gabbie senza acqua per trasportarli dall'est Europa nelle grandi città italiane e, per nascondere le malattie di cui soffrivano, li imbottiva di medicine (LEGGI QUI). Ma non è tutto. I cani abbandonati nel fiume vicino ad Ancona e quelli trucidati nella periferia torinese. E' primavera, cani e gatti cominciano a tremare in vista dell'estate e degli abbandoni che crescono di anno in anno. Secondo le statistiche la parabola è ascendente fin dal mese di marzo. E le associazioni animaliste lanciano l'allarme.


PERRERAS SPAGNOLE, L'AUSCHWITZ DEI CANI
La difesa degli animali varca i confini nazionali e l'Italia è in prima linea per salvare i cani delle perreras spagnole. Questi canili non sono altro che dei luoghi di passaggio dove vengono portati i cani randagi, che dopo dieci giorni possono essere soppressi. Sono proprio i Comuni a pagare 80 euro per far 'sparire' un animale. Una sorta di Aushwitz per gli amici a quattro zampe. Le autorità spagnole per liberarsi dal problema dei cani in strada ricorrono, così, all'eutanasia. Per questo l'Aidaa (Associazione Italiana in Difesa di Animali e Ambiente), l'Enpa (Ente nazionale protezione animali) si sono uniti per mettere fine a questa tragedia in collaborazione con Edoardo Stoppa, inviato di 'Striscia la notizia'.



L'amico degli animali della tv ha documentato, viaggiando per la Spagna, la crudeltà delle perreras e ha contribuito a salvare oltre 30 cani randagi. Infatti, insieme all'associazione 'Una zampa per la Spagna' e con i fondi raccolti dalla campagna 'Progetto Spagna' è stato possibile far arrivare in Italia questi randagi, prelevati dalla perrera di Rotaguau, per dargli un'assistenza e una famiglia, che se ne prenda cura. L'Aidaa però va oltre a quest'iniziativa e ha presentato una petizione ufficiale al Parlamento Europeo per ottenere la condanna della Spagna per la mancata ratifica della Convenzione Europea dei diritti degli animali di compagnia. Infatti la legge prevede il carcere fino a 2 anni per chi uccide gli animali di affezione e fino a 15 mesi per chi maltratta i cani ed i gatti. Inoltre hanno denunciato la stessa nazione iberica per il massacro dei 30.000 cani che ogni anno vengono uccisi nelle perreras.
IL TERRIBILE BILANCIO DEL 2010
Nel corso del 2010 sono state 24.445 (una media di 67 al giorno) le segnalazioni pubblicate inviate via email o pubblicate sui siti e su Facebook che contenevano notizie di cani pesantemente maltrattati fisicamente ed in alcuni casi addirittura massacrati. Questo e' il numero di segnalazioni dirette ed indirette arrivate agli indirizzi di posta elettronica dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente o recuperate dai vari siti internet o fatte girare su Facebook. Di queste segnalazioni - informa l'associazione - circa 22.000 chiedevano aiuto (spesso corredate di fotografie) per cani maltrattati fisicamente e/o denutriti. In circa 2.500 casi invece le segnalazioni hanno riguardato cani mutilati, picchiati o feriti o sottoposti a vessazioni fisiche continue.



In particolare le segnalazioni provengono dal Sud Italia (Calabria, Sicilia, Puglia, Campania e Lazio) dove piu' forte e' anche il fenomeno del randagismo. Analizzando le 2.500 segnalazioni piu' gravi si scopre che 1.760 segnalazioni hanno riguardato cani di proprieta', in altri 660 casi si trattava di segnalazione di cani randagi, le altre segnalazioni non specificano la natura del cane. Non mancano le segnalazioni di decine di cani da caccia maltrattati (e spesso a fine carriera uccisi o abbandonati) specialmente nelle regioni del centro Italia (Toscana ed Emilia) a questi dobbiamo aggiungere circa 5.000 cani uccisi o rimasti feriti in incidenti di caccia dal fuoco dei loro stessi padroni.
Si ha notizia che in almeno 23 casi i responsabili di atrocita' sui cani (mutilati ed uccisi) sono ragazzini minorenni in eta' scolare e che la maggior parte di questi casi noti hanno avuto come teatro delle sevizie la Sicilia. Infine nel corso del 2010 sono stati circa una cinquantina le persone condannate per maltrattamento di animali a fronte di circa 750 procedimenti penali aperti a seguito di denuncia da parte di singoli o associazioni.
A SAVONA UNA SPIAGGIA PER CANI?
La proposta, elaborata dai Volontari ENPA, prevede almeno 10-15 metri di litorale, con distributore di palette e contenitore per la raccolta delle deiezioni, espositore per l’affissione del regolamento della spiaggia e rubinetto per l’acqua.
Le spiagge andrebbero ad aggiungersi alle altre sei esistenti in provincia (dieci in tutto in Liguria), aperte con la consulenza e grazie all’attività svolta dall’ENPA di Savona, che è riuscita negli anni 90 ad ottenere l’
autorizzazione generale ad attrezzare – sulla base di propri progetti -  400 spiagge per cani in tutta Italia. Solo tre sono quelle comunali, a Ceriale, Finale Ligure e Pietra Ligure, dove in quest’ultimo Comune l’Amministrazione, dimostrando sensibilità e lungimiranza, ne sta aprendo una seconda. Ma delle tre private soltanto una, i Capo Mele di Laigueglia, ha prezzi accessibili a tutte le tasche; per l‘alto numero di cani, particolarmente necessaria è per Savona, dove l’ENPA spera che l’assessore Costantino riesca a inserirla nel piano delle spiagge libere.
Enpa continua inoltre a riproporre la modifica delle micidiali ordinanze di divieto di accesso ai cani in molte zone ed esercizi cittadini della Riviera: aree verdi, giardini pubblici, bar e ristoranti. Ed assieme ad Assoutenti ha chiesto a tutti i Comuni di adottare l’Ordinanza “animal friend” proposta dal ministro del Turismo Brambilla.

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