venerdì 27 maggio 2011

Sarah Scazzi è stata uccisa da Sabrina e da Cosima

Concorso in omicidio volontario. Questa l’accuse che ha portato in carcere Cosima Serrano, la moglie di Michele, la mamma di Sabrina. Il suo nome era finito nel registro degli indagati solo qualche giorno fa per un atto dovuto, visto che erano stati disposti accertamenti tecnici irripetibili presso il Ris di Roma. Ad accusare Cosima, secondo la procura, ci sarebbe un rapporto dei Ros secondo cui il giorno della scomparsa (e della morte) di Sarah, il telefono di Cosima Misseri alle 15.25 si trovava in garage. Secondo i militari, i telefoni della famigliaMisseri quando sono nell’abitazione agganciano una cella Umts. Cella, questa, che non viene agganciata quando i telefoni si trovano nel garage interrato vicino all’abitazione. In questo caso i segnali dei telefonini vengono ritrasmessi da una cella Gsm che non verrebbe mai captata - ma si tratta di ipotesi investigative - quando i telefoni si trovano sul piano stradale, nella veranda oppure nell’abitazione dei Misseri. I telefonini di famiglia, comunque, non sono dotati di dispositivo satellitare Gps, quindi è estremamente difficile rilevarne con precisione l’effettiva ubicazione. Ora Cosima è accusata di concorso in omicidio volontario, Sabrina di omicidio premeditato e Michele di «occultamento di cadavere in seguito a ordine». Secondo questa ricostruzione, Sarah sarebbe stata uccisa in casa da Sabrina con l’aiuto di Cosima,mentre a Michele sarebbe poi stato ordinato di sbarazzarsi del cadavere.
DAVANTI ALLA CASERMA-Davanti alla caserma dei carabinieri di Avetrana si raduna una piccola folla di donne e bambini che gridano verso l’auto che porta Cosima: "Assassina!".


LA RICOSTRUZIONE- La custodia cautelare del gip di Taranto, Martino Rosati. Sarah sarebbe arrivata a casa Misseri intorno alle 14 del 26 agosto. Sabrina la invita a entrare, deve dirle qualcosa, ha già deciso di vendicarsi e di punirla. Sabrina, gelosa delle attenzioni di Ivano Russo per la cuginetta, non poteva sopportare che Sarah avesse raccontato a tutti quello che era accaduto in auto tra lei e il cuoco la notte di San Lorenzo. Sabrina si spogliò e Ivano la invitò a rivestirsi. Un rifiuto insopportabile, uno smacco che aveva lasciato il segno. Intorno alle 14.05 Sarah entra in casa Misseri.



Sabrina ha già deciso tutto, l'incontro era premeditato. Litigano. Sabrina mette le mani al collo della cuginetta, prende una cintura e la strangola. Accanto c'è la madre Cosima, che no interviene per fermarla. Vede e sente tutto. Il corpo di Sarah rimane a terra esanime, probabilmente in cucina. Poi mamma e figlia svegliano Michele, che stava dormendo. Gli ordinano di aiutarle a liberarsi del cadavere. Portano il corpo di Sarah in garage, lo caricano in auto e lo portano all'"albero del fico", dove rimane, seminudo, per ventiquattro ore.

In un primo momento Sabrina pensa di denunciare uno stupro, per creare la paura del mostro. Poi desiste e cambia idea. Il giorno dopo tutti e tre tornano insieme dove avevano lasciato il corpo della 15enne e decidono di calarlo nella cisterna, dove sarà trovato il 7 ottobre.

La nuova ricostruzione dei fatti non tiene conto delle dichiarazioni di Michele Misseri, ritenuto inattendibile visti i numerosi cambiamenti di versioni. Tutto si basa su una serie di verifiche tecniche. Nel mirino del Ros sono finiti soprattutto migliaia di sms tra Sabrina e Ivano, definito solido "movente dell'omicidio". A incastrare Cosima sono state invece le celle telefoniche che hanno agganciato il suo cellulare il 26 e il 27 agosto. Cosima mente. Dice di non essere stata nel garage e nella zona del posso, ma i dati raccontano un'altra storia.  
LE TRACCE BIOLOGICHE- Intanto, quattro tracce biologiche sono state individuate dai carabinieri del Ris di Roma su un manometro ed un compressore sequestrati nel garage di casa Misseri. Il prossimo 8 giugno, invece, ci sarà l’esame comparativo tra i due dna isolati sul cellulare di Sarah - uno maschile e uno femminile, non appartenenti né a Michele, né a a Sabrina - e il Dna prelevato a Cosima, Ivano, Carmine e Cosimino.
La costruzione del delitto familiare è l’unico modo che gli inquirenti hanno per incastrare Sabrina sulla scena del delitto. E nonostante la Cassazione con una sentenza durissima abbia bocciato il loro teorema, smontando tutte le ipotesi fatte, continuano per la loro strada. E per «sviare» la Cassazione in procura hanno lavorato per tentare di fare a meno delle parole del padre di Sabrina, Michele, che da mesi, inascoltato, sostiene attraverso delle lettere inviate alle figlie e al suo avvocato di averla accusata falsamente perché ricattato. Così hanno emesso un nuovo ordine di custodia cautelate per Sabrina dove aggravano le accuse contestandogli l’omicidio premeditato. Un giallo che continua ad aggiungere capitoli. Con un grande accusatore (e reo confesso), Michele Misseri, che ha dato in tutto sette versioni diverse del delitto. La difesa di Sabrina aspetta da tempo di poterlo interrogare in carcere, un’autorizzazione che è arrivata contestuale all’arresto di Cosima

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