mercoledì 25 maggio 2011

Nube sul cielo di Berlino, caos voli Il climatologo: "Ceneri verso l'Italia"

Non si ferma l'eruzione del vulcano islandese Grimsvotn. Le ceneri si diffondono sempre più nel nord Europa. Oggi è la volta della Germania, dove da questa mattina gli aeroporti di Amburgo e Brema sono stati chiusi per il passaggio della nube di cenere vulcanica. Dalle 11 sarà chiuso anche lo spazio aereo su Berlino.  L'autorità tedesca per la sicurezza aerea (Dfs) non ha escluso che nelle prossime ore possano essere chiusi anche gli scali di Hannover e Schoenefeld e Tegel a Berlino. La concentrazione di cenere "ha superato i valori consentiti" di due milligrammi per metro cubo d'aria, ha fatto sapere la Dfs in un comunicato. Nessun rischio chiusura per gli aereoporti di Dusseldorf, Francoforte e Monaco di Baviera, in quanto la nube transiterà solo sul nord della Germania e dovrebbe lasciare il Paese nella tarda serata.Ieri la nube nube di cenere aveva provocato la cancellazione di oltre 500 voli fra Londra e la Scozia, nel Nord della Gran Bretagna. Migliaia di passeggeri sono rimasti a terra in Scozia per il blocco dello spazio aereo.
AEROPORTI NEL CAOS - "La maggior parte delle compagnie ha annullato i voli di oggi (ieri, ndr)" per gli aeroporti scozzesi e nordirlandesi, ha spiegato l'Eurocontrol, aggiungendo che ci sono molte possibilità che la nube causi domani chiusure in parte della Danimarca, nel sud della Norvegia e nel sud-ovest della Svezia. La nube di cenere vulcanica in arrivo dall'Islanda minaccia anche il nord della Germania. Il servizio meteorologico tedesco ha avvertito che da mezzanotte ci potrebbero essere chiusure temporanee degli aeroporti di Amburgo e Brema e, più tardi, anche degli scali
di Berlino.
NO ALLA CHIUSURA DELLO SPAZIO AEREO UE - Lunedì anche il presidente americano Barack Obama aveva dovuto lasciare prima del previsto Dublino diretto a Londra per il timore di uno stop ai voli anche sull'Irlanda. La commissione Ue, però, non prevede la chiusura dello spazio aereo europeoa, anche se ritiene che ci sarà "ancora una settimana difficile per passeggeri e linee aeree". Lo ha detto il commissario Ue ai trasporti, Siim Kallas, precisando che "dipendiamo molto dal clima e dal meteo".


Nube, cancellati oltre 250 voli. Caos negli aeroporti. Foto Emmevi-La Press
LE IMMAGINI

IL CASO RYANAIR - La nube di cenere vulcanica ha avuto la meglio sul padre dei voli low cost, il direttore di Ryanair Michael ÒLeary. Il ceo della compagnia irlandese aveva insistito ieri che non c'era "alcuna traccia di cenere vulcanica" nei cieli della Scozia, in seguito all'esame di un suo aereo fatto volare per un test. Ma alcune ore dopo ha dovuto fare un'imbarazzante marcia indietro sotto pressione dell'autorità dell'aviazione irlandese, che gli ha consigliato di tenere a terra i suoi aerei in partenza dalla Scozia. Il direttore della linea aerea low cost ha protestato: "Non ci si dovrebbe proibire di volare a causa di previsioni errate dell'ufficio meteorologico e dell'incompetenza burocratica della autorità dell'aviazione civile". Ma secondo il ministro britannico dei Trasporti Philip Hammond, ÒLeary non solo ha torto, ma ha anche detto il falso. "Secondo le informazioni di cui sono in possesso, il jet della Ryanair non ha volato attraverso la 'zona rossà (ovvero dove le concentrazioni di cenere sono più alte). In quella zona a quell'ora l'aviazione civile aveva previsto che non ci sarebbe stata cenere".


DA STOP VOLI DANNI AD ALIMENTARE 'MADE IN ITALY' - A serio rischio anche l'export di prodotti agroalimentari "made in Italy" (in particolare quelli deperibili, come frutta  - in particolare fragole e ciliegie - ortaggi, mozzarelle, formaggi freschi, alcuni tipi di carni pregiate e pesce) per l'inizio del blocco dei voli aerei nei cieli del Nord Europa a causa dell'eruzione del vulcano islandese Grimsvotn. E' quanto segnala la Cia-Confederazione italiana agricoltori preoccupata per i riflessi economici negativi per i nostri produttori. Indubbiamente, proprio a causa del possibile estendersi del blocco aereo, sulle nostre tavole - afferma la Cia - vedremo nei prossimi giorni scarseggiare produzioni che vengono da altri continenti, come la frutta fuori stagione e quella tropicale o le carni estere. Ma questo è un problema marginale, visto che gli italiani hanno la possibilita' di acquistare e consumare prodotti di stagione nazionali, che in questi giorni sono molti sui banchi dei mercati e la scelta e' variegata, a cominciare dall'ortofrutta.
Quello che preoccupa è, comunque, il blocco negli scali dei nostri prodotti agroalimentari. Se lo stop aereo dovesse ampliarsi e proseguire ulteriormente -sottolinea la Cia- le conseguenze potrebbero essere pesanti. Tutta la merce deperibile dovrà essere buttata e non è previsto, almeno per il momento, alcun tipo di risarcimento per gli operatori del settore. Un duro colpo soprattutto per gli agricoltori che stanno vivendo una fase di grandissima difficoltà con drastici aumenti dei costi e con prezzi sui campi non remunerativi che hanno determinato una nuova caduta (meno 7 per cento) dei redditi nel 2010. D'altra parte, lo scorso anno per l'eruzione del vulcano islandese Eyjafjoll - ricorda la Cia - oltre 10 mila tonnellate di merce agroalimentare rimasero bloccate negli aeroporti a causa del prolungato stop dei voli. Il che significò una perdita secca di 15 milioni di euro.

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